In primavera i capelli cadono di più, e non è solo colpa della stagione. Scopri perché e cosa puoi fare.
A marzo, aprile e maggio la spazzola si riempie più del solito: trovi capelli sul cuscino, sulla giacca, nel lavandino o nella doccia ogni volta che ti lavi. Praticamente ovunque.
"È normale? È solo la stagione? Oppure devo preoccuparmi?"
È la domanda che mi fanno ogni primavera, e la risposta è sì, è normale; ma ci sono alcuni segnali che è bene saper ascoltare, per i quali potrebbe essere necessario l’intervento di un esperto.
Mi chiamo Andrea Borreca, sono farmacista di quinta generazione. La mia famiglia di farmacisti, la Farmacia Mazzoni di Notaresco, prepara rimedi naturali dal 1860. Per questo mi piace definirmi farmacista della natura.
In questo articolo ti spiego perché la primavera è una stagione critica per i capelli e cosa puoi fare per rinforzarli e prepararli a questo periodo stressante.
Perché la caduta dei capelli in primavera è più intensa?
I capelli non crescono tutti insieme, seguono un ciclo naturale in tre fasi ovvero:
- Anagen, la fase di crescita attiva, che dura da 2 a 6 anni.
- Catagen, la fase di transizione, in cui il capello smette di crescere. Dura tra le 2 e le 3 settimane.
- Telogen (dal greco telos, "fine"), che è la fase di riposo finale, in cui il capello vecchio si stacca per fare spazio a quello nuovo.
In primavera, la variazione di luce e temperatura stimola la produzione di alcuni ormoni (in particolare legati alla melatonina e agli estrogeni) che agiscono come un "segnale di sincronizzazione": spingono una quota di follicoli più alta del normale a passare alla fase telogen nello stesso momento. Il risultato è che, dopo 2-3 mesi, tutti quei follicoli "sincronizzati" perdono il capello insieme.
Questo fenomeno si chiama “effluvio primaverile” e dura generalmente 6-8 settimane.
Perché in primavera i capelli cadono più che in autunno?
In autunno i capelli cadono dopo l'estate, quando il cuoio capelluto è ben nutrito, la circolazione è attiva grazie al calore solare ricevuto, e l'alimentazione è naturalmente più ricca di vitamine, grazie a frutta e verdure fresche. La caduta autunnale pertanto è intensa, ma la ricrescita parte da una base solida.
In primavera è diverso: i capelli cadono dopo mesi di poco sole e freddo, che restringe i capillari riducendo la circolazione al cuoio capelluto, e di alimentazione meno varia e scarsa di vitamine. La ricrescita parte da una base già indebolita, ed è per questo che la caduta primaverile è spesso più difficile da gestire.
Quanti capelli è normale perdere in primavera?
In media tra i 100 e i 150 al giorno durante il picco primaverile, contro i 50-100 abituali. Una perdita superiore rientra nell'effluvio primaverile e non è motivo di allarme, a meno che non si prolunghi oltre i 3 mesi o causi diradamenti visibili.
Quando la caduta non è normale e bisogna preoccuparsi
L'effluvio primaverile è temporaneo e si risolve da solo. Ci sono però segnali che richiedono una valutazione medica:
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la caduta dura più di 3 mesi senza miglioramenti
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noti diradamenti visibili in zone specifiche
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i capelli che ricrescono sono più sottili di prima, oppure
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la caduta è accompagnata da prurito o arrossamento del cuoio capelluto.
Anche un evento particolarmente stressante, come un intervento chirurgico o una variazione ormonale significativa, può prolungare la caduta oltre il normale.
In questi casi è consigliabile consultare un dermatologo o un tricologo, uno specialista della salute del cuoio capelluto.
Cosa fare davvero
L'obiettivo non è bloccare la caduta, che è un processo naturale; bisogna piuttosto lavorare per sostenere il follicolo, perché la ricrescita sia rapida e i nuovi capelli crescano forti.
A questo proposito, il primo posto da cui partire è la tavola.
Come anticipato, in inverno l'alimentazione tende a essere meno varia, e diminuiscono alcuni nutrienti fondamentali per i capelli, a cominciare dalla vitamina D, che si ottiene principalmente dall'esposizione solare; poi il ferro, essenziale per portare ossigeno ai follicoli; lo zinco, che protegge i follicoli e riduce la caduta, e la vitamina B7, detta anche biotina, necessaria per la produzione di cheratina (la proteina che costituisce il capello).
Reintegrare questi nutrienti con l'alimentazione è quindi il primo passo. Ad esempio il pesce grasso e le uova sono una fonte di vitamina D, i legumi e gli spinaci sono ricchi di ferro, i semi di zucca sono consigliati per lo zinco, e nelle mandorle e nell’avocado è presente la biotina.
Quando l'alimentazione non basta, o quando la caduta è più intensa del solito, allora un integratore naturale mirato può fare la differenza. In primavera ha un ruolo doppio: sostenere la fase di caduta e recuperare quello che l'inverno ha tolto. Gli ingredienti che hanno senso in questa fase sono biotina e zinco per la struttura e la crescita, selenio per proteggere le cellule del cuoio capelluto dai radicali liberi, vitamina C per il collagene e l'assorbimento del ferro, equiseto — una pianta ricca di silicio — per rinforzare il capello dall'interno, e zenzero per stimolare la circolazione al cuoio capelluto. Proprio per questo li ho riuniti tutti in Radici Capelli Forti, l'integratore che ho formulato nel laboratorio della Farmacia Mazzoni.
C'è poi il tema della cura quotidiana. In primavera i capelli sono più fragili e vale la pena trattarli con maggiore attenzione, ad esempio usando dell’acqua non troppo calda durante il lavaggio, degli shampoo delicati e senza solfati, oltre ad evitare di pettinarli quando sono ancora bagnati. È importante anche favorire la circolazione del cuoio capelluto, attraverso ingredienti naturali come lo zenzero (potrebbe quindi essere il momento giusto per una tisana).
Quanto tempo ci vuole per vedere dei risultati
Il ciclo del capello dura mesi. I primi segnali, come meno capelli sulla spazzola e capelli esistenti più resistenti, si notano mediamente dopo 4-6 settimane, quindi iniziare in primavera significa arrivare all'estate con capelli già più forti.
In breve
La caduta primaverile è normale e temporanea, dura 6-8 settimane ed è più intensa di quella autunnale perché i capelli arrivano già indeboliti dall'inverno. Si può sostenere recuperando i nutrienti carenti, integrando dove l'alimentazione non basta e trattando i capelli con più delicatezza. I risultati si vedono dopo 2-3 mesi.
Domande frequenti
La caduta dei capelli in primavera è normale? Sì. È un fenomeno fisiologico chiamato effluvio primaverile, legato al cambio delle ore di luce e alla sincronizzazione dei follicoli. In media si perdono 100-150 capelli al giorno contro i 50-100 abituali.
Perché in primavera cadono più capelli che in autunno? Perché i capelli arrivano alla primavera già indeboliti dall'inverno, con meno vitamina D, meno circolazione al cuoio capelluto e un'alimentazione meno ricca. La caduta stagionale si somma a una fragilità accumulata nei mesi freddi.
Quanto dura l’effluvio primaverile? Generalmente 6-8 settimane. Se va oltre i 3 mesi o causa diradamenti visibili, è il caso di parlarne con un dermatologo o un tricologo.
Quando preoccuparsi davvero? Quando la caduta dura più di 3 mesi, quando noti zone che si diradano, o quando è accompagnata da prurito o arrossamento. In questi casi una visita specialistica è il passo giusto.
Quando iniziare ad aggiungere alla propria dieta un integratore? Preferibilmente prima che inizi la fase di picco, quindi tra febbraio e marzo. Partire per tempo permette agli ingredienti di agire nei mesi critici e di vedere risultati anche in estate.
Ogni primavera i capelli escono dall'inverno già stressati.
Non aspettare che la caduta peggiori.
Dare il supporto giusto adesso significa arrivare all'estate con capelli che si vedono e si sentono diversi.
Se vuoi sapere come funziona: Scopri Radici Capelli Forti
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Andrea Borreca, farmacista della natura, quinta generazione, Farmacia Mazzoni dal 1860